SOFIA Network:

 

Alcune foto delle madri con i bambini

 

Ecco le belle storie a lieto fine che ci scrive Suor Emilie, una delle suore dell’Ospedale di Ntita che appena può,  aspettando un po’ di connessione internet decente, ci manda foto e racconti dal Congo.

KALONG  CHIJIK  ET  KARAJ  MUJING

I bambini di Kalong e di Karaj avevano i cordoni ombellicali intorno al collo ma le mamme non avrebbero mai potuto permettersi di andare all’ospedale per un parto cesareo. I loro bambini sarebbero morti. Ma a Ntita, le suore, attraverso le donazioni dei donatori italiani, possono intervenire con un chirurgo e salvare la vita di mamme e bambini. E’ così che Kalong e Karaj hanno messo al mondo i loro piccoli. Inizialmente un po’ sofferenti, ma dopo qualche ora, già vispi. 

MALILA  DONGO

Malila viene da lontano. Ha percorso a piedi 300 km e ce l’ha fatta per miracolo. Un po’ ha aiutato la sua giovane età (ha solo 15 anni) e soprattutto il parto cesareo che ha permesso di liberare il bambino incastrato. Malila senza le cure di Ntita non sarebbe sopravvissuta.

NFUS  NAWEJ

Nawej, al suo secondo bambino,  sarebbe morta senza un parto cesareo. Durante il primo parto le levatrici di villaggio (Matrones) le hanno lacerato il collo dell’utero e ora rischia la vita ad ogni gravidanza.

KARIL  HELENE

Karil ha un marito che quando ha saputo che sua moglie avrebbe avuto bisogno di un parto cesareo è fuggito per non accollarsi il costo dell intervento. Le donazioni per Ntita hanno salvato lei ed il suo bambino.

NKAJ   MANKAND

Nkay avrebbe partorito a casa un bambino malnutrito che sarebbe di certo morto se per un caso non avesse sentito parlare delle Suore Salvatoriane dove si può partorire ad un costo bassissimo grazie alla generosità dei donatori.

NGOMB  YILOND 

Ngomb ha messo alla luce un bambino che senza un piccolo ed immediato intervento di chirurgia (occlusione dell’ano) sarebbe morto con grandi sofferenze.

KALONG  MBANG

Kalong aveva il collo dell’utero lacerato a causa dei trattamenti che si fanno alle donne nei villaggi. L’inserimento di sostanze/erbe “accelleratrici del parto” creano il sanguinamento e lo strappo dei tessuti con conseguente morte delle mamme e dei loro bambini.

KAJ  KASEP

Kaj era una mamma talmente malnutrita che non aveva la forza di partorire il suo bambino che, seppur di soli 1400 grammi,  stava morendo. Portata a Ntita ed assistita grazie alle donazioni, entrambi sono vivi e piano piano si stanno rimettendo.